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CVA Canicattì: dal 1969 nel cuore agrigentino, cooperativa di 300 vigneron alla frontiera della “Sicilia estrema”
Nell’entroterra della provincia di Agrigento, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, 300 vignaioli soci coltivano la stessa terra da oltre cinquant’anni, trasformando l’asperità del clima siciliano in ricchezza organolettica.
Fondata nel 1969, CVA Canicattì (Cantina Viticoltori Associati) coltiva oltre 900 ettari di vigneto distribuiti in 12 comuni tra le province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo, per un patrimonio di oltre 60 contesti pedoclimatici differenti. Un territorio dai microclimi e suoli estremamente diversificati nel raggio di pochi chilometri — quella che l’azienda definisce “Sicilia estrema”, una viticoltura di frontiera dove la perenne carenza idrica diventa una risorsa, restituendo alle uve grande concentrazione e ricchezza aromatica. La piattaforma ampelografica valorizza soprattutto gli autoctoni Nero d’Avola, Grillo e Catarratto, affiancati da varietà internazionali come Syrah, Chardonnay e Inzolia. La sostenibilità è al centro del progetto: l’impianto fotovoltaico installato sul tetto della cantina copre la quasi totalità del fabbisogno energetico produttivo, e negli ultimi anni la piattaforma bio certificata è in costante espansione (linea Aquilae Bio). In cantina, ogni fase di lavorazione e affinamento è calibrata per esaltare la personalità del singolo vitigno e del suo microclima d’origine. La produzione si articola in diverse collezioni: dai vini di punta quale Scialo, versante settecento (Etna), Centuno, Fileno alle linee territoriali Aquilae e La Ferla.
Ecco alcune etichette che potete trovare nella nostra enoteca: